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Oreste Sergi Pirrò

Oreste Sergi Pirrò è nato a Catanzaro nel 1971. Dopo aver vissuto per quattordici anni a Reggio Calabria, dove ha frequentato, fino alle classi ginnasiali, il Liceo Classico “T. Campanella”, rientra a Catanzaro e, conclusi gli studi liceali, ritorna nella città della Fata Morgana per iscriversi ad Architettura e laurearsi, con lode, con il prof. Paolo Alberto Rossi discutendo una tesi in Restauro Architettonico in merito a: “Il Museo della seta e del costume popolare nelle ex Officine del Gas a Catanzaro”. Nel 2008 consegue, presso il Dipartimento P.A.U. dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Dottorato di ricerca in “Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali” [XX ciclo - Curriculum I - Metodo della ricerca storica (STORIA) ICAR 18 e Curriculum II - Conservazione dei beni architettonici (RESTAURO) ICAR 19] con una tesi sulla Cattedrale normanna di Catanzaro svolgendo una rigorosa ricerca sulle diverse fasi di ricostruzione e restauro in epoca moderna e la scoperta di alcuni progetti, elaborati all’indomani dei danni post bellici del 1943, a firma dell’architetto dalmata Vincenzo Fasolo sulla figura del quale ha curato due diversi studi: il primo nel 2006, all’interno dei  “Quaderni del Dipartimento Patrimonio Architettonico e Urbanistico (PAU)”, dal titolo «Questi sono i miei “diritti”». La vivace protesta di Vincenzo Fasolo nella ricostruzione della Cattedrale di Catanzaro; il secondo nel 2009, in “Kronos & L’architettura”, dal titolo “XΡOΝΟΣ” e “ΠOΛΕΜΟΣ”: la Cattedrale di Catanzaro. Il progetto di Vincenzo Fasolo e l’interpretazione “romana” delle sue teorie “michelangiolesche”.
Dal 2004 al 2011, ha ricoperto l’incarico di vice direttore del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Catanzaro, mentre, per tre diversi anni accademici (dal 2004 al 2009) è stato professore a contratto di “Museologia” presso l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

Dal 2010 al 2011 ha svolto attività di consulenza ed assistenza storico-scientifica per la gestione dell’Archivio Storico del Comune di Catanzaro per il quale, solo per ricordarne qualcuna, ha curato la mostra inaugurale “La Memoria di Carta. Il centro storico di Catanzaro nei documenti d’archivio”, e quella commemorativa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia: “Dal Giglio al Tricolore. Catanzaro e l’Unità d’Italia”.
E’ impegnato nello studio della storia dei centri urbani, dell’architettura e delle tradizioni calabresi, incentrando maggiormente l’interesse e l’attenzione, in merito alle problematiche della tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici-architettonici, con significativa attenzione ai complessi monumentali, ambientali e museali della propria regione e della città di Catanzaro in particolare. S’interessa inoltre ai temi di salvaguardia e pianificazione in merito alla conservazione dell’ambiente e dei beni culturali. Ha tra l’altro partecipato ad incontri di studi e convegni sempre mirati a rivelare i valori storici e formali del patrimonio storico, artistico ed architettonico catanzarese e regionale in genere. Ha organizzato diversi eventi e visite guidate in mostre ed esposizioni sperimentando sul campo le metodologie e le competenze acquisite. Tali competenze, oltre ad essere state acquisite in campo universitario sono frutto della notevole attività culturale svolta sia presso alcune associazioni (1999-2001 ITALIA NOSTRA; 1999 - Gruppi Archelogici d’Italia - Gruppo Archeologico di Catanzaro; 2012 FAI - sez. di Catanzaro) sia collaborando a progetti con altre realtà associative nazionali, con sede in Catanzaro e provincia, quali ad esempio: Lions, Garden Club, Soroptimist, F.I.D.A.P.A., Circolo Unione di Catanzaro, Slow Food, Circolo di Cultura “Augusto Placanica”, Rotary Club Catanzaro 1951. Quest’ultimo l’11 luglio 2009 insieme alla Fondazione Rotary del Rotary Intenational, lo ha insignito del titolo di Paul Harris Fellow come critico d’arte, storico e ricercatore.
Diversi i progetti di ricerca, studio e catalogazione con specifico riferimento all’argenteria sacra e profana italiana di ambito meridionale (Napoli e Sicilia), e, in particolare, ai manufatti tessili e ricamatori antichi di produzione italiana, francese e spagnola, con particolare analisi ed esame dei tessuti prodotti a Catanzaro e in Calabria.
Lo studio dell’argenteria sacra lo porta nel 2006, in occasione della mostra cosentina “Argenti di Calabria” e a seguito di uno studio sull’Ostensorio con fusto figurato della Basilica dell’Immacolata di Catanzaro, alla scoperta di un importante argentiere ottocentesco napoletano, riuscendo ad attribuire l’anonimo punzone [FP] in campo quadrato a Francesco Perretti. L’esperienza ventennale acquisita sul campo e attraverso lo studio di inediti documenti d’archivio, lo portano, nel 2006 a svolgere, per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, attività di consulenza per lo studio, la selezione e la redazione dei testi degli apparati didattico-museali dei tessuti e dei paramenti liturgici, nell’ambito dell’Azione programmatica e Sistema Museale, dell’Area tematica dei Musei Diocesani di: Reggio Calabria, Gerace, Lamezia Terme, Santa Severina, Cosenza e Lungro; nel 2010 a curare, per conto della Camera di Commercio di Catanzaro, la riedizione e la nuova trascrizione con note storico-critiche dei Capitoli, Ordinazioni e Statuti dell’Arte della seta di Catanzaro, attraverso cui riesce a ritrovare, sul foglio “23”, la riproduzione del sigillo a secco dell’Arte, riuscendo a sconfessare, definitivamente, la tradizione secondo la quale i tessuti di Catanzaro erano contrassegnati dalle tre “V”: antico acronimo che fa riferimento al Vento, che soffia sempre forte sulla città, a Vitaliano, il santo vescovo patrono e al Velluto. Attualmente svolge consulenza tecnico-scientifica e storico-artistica per i paramenti sacri e tessuti da musealizzare nell’ambito dell’intervento dell’istituendo polo museale di Soriano Calabro. Ha al suo attivo diverse collaborazioni, in qualità di consulente storico, tecnico e scientifico, con alcuni enti pubblici e privati, scuole, amministrazioni comunali, diocesi calabresi e associazioni culturali. Ha allestito e curato diverse mostre alcune delle quali hanno avuto il merito di porre l’attenzione su argomenti fino a quel momento tralasciati dal mondo scientifico e culturale calabrese, soprattutto per ciò che concerne lo studio e la pubblicazione di un vasto e storico repertorio tessile, la maggior parte del quale inedito o, nella stragrande maggioranza dei casi, rimasto relegato agli importanti studi degli anni ’30 del ‘900 di Alfonso Frangipane.
È autore di articoli, saggi e schede storico-critiche inerenti al patrimonio storico, artistico e architettonico catanzarese e regionale. Nello stesso ambito ha partecipato ad incontri di studi e convegni, ha realizzato la curatela scientifica e la scrittura di diversi documentari e di alcuni cataloghi di mostre e altri volumi tra i quali, ultimi ad essere stati pubblicati, i due testi per il MuDAS (Museo Diocesano) di Catanzaro e Squillace dal titolo: “Le arti tra storia culto e committenza nell’antica Diocesi di Catanzaro – Squillace” e “MUDAS. Conservare la memoria. Le arti nelle collezioni museali”.

Wanda Ferro




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